L’assegno di mantenimento può cambiare sensibilmente nel momento in cui si palesa una nuova convivenza ma bisogna ricordare che c’è una differenza sostanziale con l’assegno divorzile. Infatti, queste somme che vengono versate ogni mese dall’ex coniuge rappresentano due strumenti giuridici profondamente diversi.

Una delle cause che può portare a un’evoluzione e anche a una possibile revoca dell’assegno di mantenimento è proprio l’avvio di una nuova convivenza. Ovvero, un progetto di famiglia che nasce dopo la separazione delle parti in causa. Ora la domanda è questa: in cosa cambiano? Qual è la differenza tra assegno di mantenimento e assegno divorzile?
Di cosa stiamo parlando esattamente?
Prima di elencare le differenze tra assegno di mantenimento e divorzile dobbiamo definire i punti di contatto tra questi strumenti. In entrambi i casi parliamo di una somma di denaro che viene versata dalla parte che ha maggiori possibilità economiche a quella che si trova in maggiori difficoltà nel momento in cui si decide di procedere con la separazione e il divorzio.
Il principio è chiaro: il vincolo che si è creato, soprattutto se ci sono dei figli, non scompare dopo la fine della relazione. Ma le parti continuano ad avere degli obblighi anche, ad esempio, rispetto alle spese straordinarie dei figli.
L’assegno divorzile e il mantenimento sono soggetti alla rivalutazione monetaria automatica (adeguamento agli indici ISTAT) per evitare che l’inflazione ne riduca il potere d’acquisto. E possono essere revisionati.
Ma anche ridotti, aumentati o revocati se si verifica un mutamento sopravvenuto nelle condizioni economiche di una delle parti.
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Quali sono le differenze sostanziali?
Ci sono delle differenze tra l’assegno di mantenimento e quello divorzile. Ed è meglio prendere appunti perché se molti continuano a utilizzare questi termini come sinonimi, per la legge parliamo di due elementi differenti.
I tempi di riferimento
La prima differenza tra assegno divorzile e assegno di mantenimento riguarda l’aspetto temporale. Nello specifico, possiamo dire che l’assegno di mantenimento si può ottenere durante la fase di separazione.
In questo periodo i coniugi vivono separati, ma tecnicamente sono ancora sposati davanti alla legge. I doveri di assistenza materiale reciproca sono sempre attivi. L’assegno divorzile, invece, si stabilisce dopo aver sciolto il vincolo matrimoniale.
Motivo dell’assegno
La vera differenza tra assegno di mantenimento e divorzile riguarda, soprattutto, la ratio che fa da base al provvedimento. L’assegno di mantenimento, regolato dall’articolo 156 del Codice civile, deve fare in modo che il coniuge economicamente più debole possa mantenere, per quanto possibile, lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio.
Lo scopo dell’assegno è di scongiurare che un coniuge decida di proseguire una convivenza per evitare il peggioramento del suo tenore di vita.
L’assegno divorzile – legge n. 898 del 1970 – segue una razionalità diversa: viene concesso solo se il richiedente non è economicamente autosufficiente per ragioni oggettive, come l’età o i problemi di salute.
L’ex coniuge deve garantire una vita dignitosa a chi non può mantenersi e riconoscere il sacrificio di chi ha rinunciato alla propria carriera o agli studi per dedicarsi alla famiglia e alla crescita dei figli, liberando da diversi oneri l’altro coniuge che ha potuto costruire una carriera lavorativa proficua.
Non confondere con il mantenimento dei figli
Attenzione a non confondere l’assegno di mantenimento dell’ex coniuge con quello dei figli: quest’ultimo provvedimento segue regole molto più rigide perché la legge mette la tutela dei figli al di sopra di qualsiasi dinamica tra gli ex coniugi. Il mantenimento dei figli è un obbligo prioritario e inderogabile.
Funziona sia per le coppie sposate che si separano, sia per le coppie di fatto che si lasciano. Tra l’altro, il genitore deve continuare a pagare l’assegno finché il figlio non raggiunge una reale indipendenza economica.
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Per sintetizzare: cosa bisogna sapere?
La differenza tra l’assegno di mantenimento e divorzile riguarda lo status dei coniugi. Il mantenimento interviene nella fase di separazione, quando il vincolo matrimoniale è ancora attivo, e mira a colmare la disparità economica garantendo al coniuge più debole lo stesso tenore di vita.
Il secondo scatta con il divorzio e non è legato al tenore di vita passato, ma al raggiungimento dell’indipendenza economica, avendo una funzione compensativa per valorizzare i sacrifici fatti in favore della famiglia.