Vivere separati in casa è una condizione tipica di chi ha problemi di convivenza con il partner ma non è sicuro di voler chiedere la separazione legale e quindi il divorzio. In alcuni casi questa scelta è dettata non dall’insicurezza della decisione ma da problemi di natura economica.

Infatti, un divorzio può essere un passaggio piuttosto difficile da affrontare anche per le finanze. E trovare un nuovo equilibrio da single è altrettanto difficile sotto tutti i punti di vista. Sia organizzativo che economico.
Quindi, in molti casi, le coppie sposate finiscono per vivere separate in casa. Cosa significa questo da una prospettiva legale? E come si ripercuote tutto questo sui figli? Ecco alcuni punti da valutare con attenzione.
I doveri coniugali da separati in casa
Questa condizione è prettamente legata a una situazione della coppia e non ha valore dal punto di vista legale. Per la Legge italiana sarete ancora sposati. E ci saranno i relativi doveri coniugali da rispettare per entrambe le parti. Questo vale anche per l’obbligo di fedeltà.
Parliamo di un passaggio importante perché se si vive da separati in casa, la mancata osservanza dell’obbligo di fedeltà può diventare un aggravio nel momento in cui si decide di procedere con la separazione e il divorzio. Come evidenzia l’articolo 151, comma 2, del Codice Civile:
“Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio”.
Questo significa che, anche se si vive da separati in casa e si accettano tacitamente queste condizioni, se uno dei soggetti in causa consuma una relazione extraconiugale e si procede poi con la separazione giudiziale c’è la possibilità di dover gestire una richiesta di addebito. Con relative conseguenze se il giudice accetta questa opzione: perdita dell’assegno di mantenimento e/o dei diritti ereditari oltre a dover pagare le spese legali.
Ricordiamo un punto fondamentale: chi muove la domanda ha il dovere di provare la violazione dei vincoli matrimoniali, il partner deve dimostrare la non incidenza causale sulla fine del matrimonio (che già deve essere in crisi).
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Come vivere separati in casa con i figli?
In molti casi si pensa di poter limitare i danni ai propri figli rimanendo separati in casa, senza far vivere il trauma di un divorzio a tutti gli effetti.
Con relativa identificazione del genitore collocatario, della casa di riferimento e della divisione del tempo. Ma osservare i genitori che vivono insieme ma non hanno più una vita coniugale può essere altrettanto difficile.
Se questa forzatura – vivere da separati in casa – si attua per timore di dover affrontare difficoltà economiche che possono ricadere anche sui figli, è giusto ricordare che il genitore a cui sono stati affidati i figli ha diritto a rimanere nella casa familiare fino all’indipendenza della prole (art. 155 quater).
Lo stesso vale per il mantenimento: se si rimane separati in casa non si avranno questi diritti che spettano alla parte più debole e ai figli. Ovviamente parliamo di quelli non indipendenti, a prescindere dalla maggiore età.
Conseguenze legali per i separati in casa
Quali sono le implicazioni legali di questa scelta? Partendo dal presupposto che è l’articolo 143 del Codice Civile a imporre l’obbligo di coabitazione tra persone sposate, uno dei coniugi potrebbe opporsi a una futura richiesta di divorzio portando come riferimento la condivisione dello stesso immobile.
Quindi, si dovrebbe dimostrare che si tratta solo di una scelta di comodo e non di reale interesse nel condividere lo spazio della casa.
Anche se, in queste circostanze, non possono venire meno ai già indicati obblighi coniugali. Nel momento in cui si vive nella stessa casa, senza separazione in atto, entrambi i coniugi devono rispettare diritti e doveri.
Tutto questo senza dimenticare che in qualsiasi momento è possibile chiedere la separazione che può essere consensuale, dove gli attori raggiungono in autonomia un accordo che verrà confermato dal Tribunale, o giudiziale. Quindi con l’intervento del giudice che stabilisce le condizioni.
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La figura del mediatore familiare
In alcuni casi può essere necessario il supporto del mediatore familiare, proprio per affrontare queste dinamiche che impediscono di affrontare in modo sereno la decisione finale. Ovvero, chiedere la separazione e il divorzio. Il mediatore familiare non può essere imposto ma caldeggiato dal giudice che cura la procedura.