Quando si procede con un percorso che porta a lasciare il coniuge bisogna valutare anche una combinazione di elementi strategici, degli errori da non fare prima di separarsi. Sono delle indicazioni utili per entrambe le parti che hanno intenzione di tutelarsi in modo da evitare condizioni complesse.

Poter seguire un percorso di separazione consensuale può essere un vantaggio decisivo per semplificare un percorso che è già difficile di per sé: a volte basta evitare una serie di errori da non fare prima di separarsi.
Non svuotare conti o fare sparire soldi
Passaggio fondamentale per evitare che, in sede di giudizio, questa condizione possa essere letta come un tentativo di modificare la propria realtà patrimoniale e avere delle condizioni più favorevoli.
In giudizio queste operazioni si ritorcono contro, perché vengono lette come tentativi di sottrazione del patrimonio. Il consiglio è quello di non smuovere grosse quantità di denaro, non trasferire capitali, non fare in modo che si risulti meno abbiente. Anche perché tutti i movimenti vengono tracciati.
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Non infastidire il coniuge in alcun modo
Ci potrebbero essere dei tentativi di riavvicinamento, dei messaggi per tentare di ottenere dei benefici, degli incontri per chiarire qualche punto. Ma in questi casi può capitare di intavolare discussioni scomode e giungere a conclusioni spiacevoli. Anche solo verbalmente.
In Tribunale ci sono prove come registrazioni audio, email e messaggi che contano e pesano. Quindi, a prescindere dal buon senso e dall’educazione tra persone civili, l’indicazione è quella di non minacciare, non alzare la voce, non infierire in alcun modo, non mandare messaggi compromettenti o ambigui contro l’ex coniuge. Anche quando si pensa di aver ragione.
Non abbandonare il tetto domestico
Bisogna capire anche per quale motivo si lascia casa familiare, ad esempio nei casi di violenza domestica che viene documentata e denunciata c’è il massimo diritto di procedere. Se, invece, si tratta di una scelta d’impulso a seguito di un’insofferenza personale, l’azione in sé può sembrare liberatoria.
Ma può diventare un boomerang in aula. In certi casi questo comportamento viene interpretato come disinteresse verso la famiglia o i figli, con effetti sull’assegnazione della casa e sull’affidamento.
Non dimenticare il rispetto per i figli
Questo è un punto essenziale: i figli sono il punto di riferimento che non dovrebbe mai essere messo in secondo piano, anche in una fase di separazione. Quindi, un avvocato ha il dovere di sconsigliare qualsiasi atto che potrebbe nuocere ai figli. Compreso l’uso della prole come leva per intercedere con i genitori.
O, peggio ancora, di parlare male dell’ex coniuge e cercare di portare la prole dalla propria parte. I giudici sono molto sensibili su questo punto e certi comportamenti pesano eccome nelle decisioni sull’affidamento.
Non firmare accordi che non condividi
Ci sono situazioni poco chiare che non riesci a valutare in autonomia? Ti chiedono di firmare un accordo per chiudere velocemente questo percorso con un accordo tra ex coniugi? Attenzione, possono essere dei passi falsi che si pagano caro nel tempo.
Ci potrebbero essere dei vincoli rispetto ad assegno di mantenimento, alimenti, mantenimento dei figli che non hai valutato bene, in questi casi conviene consultare sempre un avvocato esperto in diritto di famiglia.
Piuttosto, raccogli e ordina documenti economici e patrimoniali. Proteggi i figli dal conflitto e chiedi subito un parere a un professionista, anche solo per capire come procedere.