23/02/2026

Cos’è e come trovare la rivalutazione ISTAT dell’assegno di mantenimento

Uno dei temi principali riguarda l’assegno di mantenimento e le relative procedure per capire come calcolare la relativa rivalutazione ISTAT per adeguarlo al costo della vita.

Rivalutazione ISTAT dell'assegno di mantenimento

Sappiamo che, in caso di separazione,  questo contributo economico viene elargito dal soggetto economicamente piu forte a favore  dei figli o del coniuge economicamente più debole per garantirgli di poter mantenere un tenore di vita simile a quello vissuto durante il matrimonio. Su questo fronte si possono riscontrare diverse frizioni durante una separazione ma è importante sapere che l’importo non è definito una volta per sempre: può variare nel tempo.

L’assegno di mantenimento può essere modificato o revocato in caso di intervenuta autosufficienza economica dei figli, se uno dei due coniugi trova un lavoro migliore o se chi lo riceve inizia una nuova convivenza stabile . Ma, in ogni caso, è soggetto a una rivalutazione ISTAT periodica.

Cos’è la rivalutazione ISTAT dell’assegno?

Si tratta di un adeguamento della somma stabilita per allineare l’importo dovuto al coniuge più debole o ai figli di fronte all’aumento dei costi collegati al quotidiano. In sintesi, aumenta il costo della vita?

L’assegno di mantenimento si modella in modo da garantire il giusto tenore di vita a chi ha diritto a questa misura di sostegno. La stessa cifra fissata anni fa oggi permetterebbe di comprare meno cose a causa dell’inflazione. La rivalutazione serve a evitare che l’assegno perda il suo potere d’acquisto.

Da leggere: differenza tra assegno di mantenimento e alimenti

Si tratta di una misura obbligatoria?

Certo. Anche se il giudice non lo delinea esplicitamente nella sentenza o se non è indicato negli accordi di separazione, la rivalutazione è prevista per legge (art. 440 c.c. e leggi speciali). Ecco il principio da osservare:

“Se dopo l’assegnazione degli alimenti mutano le condizioni economiche di chi li somministra o di chi riceve, l’autorità giudiziaria provvede per la cessazione, la riduzione o l’aumento, secondo le circostanze”.

Il principio fondamentale che dobbiamo considerare è che l’assegno deve mantenere il suo valore reale nel tempo. Se i prezzi salgono e l’assegno resta identico, di fatto chi lo riceve diventa più povero ogni anno.

Qual è il principio di adeguamento?

L’indice di riferimento è il FOI (Indice dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati), che serve anche a rivalutare i canoni di affitto. La rivalutazione ISTAT dell’assegno di mantenimento si definisce su base annuale. La data di riferimento può essere indicata nella sentenza/accordo.

In assenza di indicazioni rispetto alla data, vale il mese della pubblicazione della sentenza o l’anniversario del primo versamento dell’assegno. Chi versa l’assegno ha l’obbligo di rivalutarlo annualmente seguendo i calcoli definiti dall’ISTAT, altrimenti paga gli arretrati più interessi.

Come fare il calcolo dell’adeguamento

Per ottenere il valore dell’adeguamento non servono calcoli a mano, basta utilizzare lo strumento ufficiale dell’ISTAT. È sufficiente andare all’indirizzo https://rivaluta.istat.it, accedere con il proprio SPID o CIE ed effettuare una nuova richiesta. Per calcolare eventuali arretrati, però, è importante avere il supporto di commercialisti o avvocati specializzati in diritto familiare.

In ogni caso, ricorda che è possibile dare uno sguardo anche al PDF con la guida ufficiale che spiega anche come esportare i dati ottenuti.

Da leggere: quando può terminare il mantenimento ai figli?

L’ex non versa l’adeguamento ISTAT

Può capitare che l’ex coniuge, in modo consapevole o meno, non paghi la rivalutazione ISTAT. Il primo passo da muovere, sempre con la consulenza di un avvocato esperto, è quello di comunicare il fatto nel minor tempo possibile attraverso PEC. Il mancato adeguamento dell’assegno può portare a un precetto (un atto legale) per il recupero delle somme non versate.

Attenzione al termine di prescrizione: è di 5 anni (art. 2948, n. 4). Se il coniuge obbligato non ha mai pagato gli aumenti ISTAT, chi ne ha diritto può richiederli indietro, ma solo per le mensilità scadute negli ultimi 60 mesi.

Il diritto a ricevere l’assegno in futuro non va mai in prescrizione finché restano valide le condizioni della separazione, ma il diritto a incassare le somme passate sì. Considerata la centralità di questo argomento, è fondamentale affidare a un avvocato la gestione dell’adeguamento per evitare che ci siano perdite importanti su questo fronte.