13/10/2026

Genitore non collocatario: quanti giorni spettano con la separazione?

Nel momento in cui si avviano le pratiche per la separazione fino a giungere al divorzio c’è una domanda che una delle parti tende a ripetere sempre, in ogni caso affrontato: quanti giorni spettano al genitore non collocatario?

Genitore non collocatario: quanti giorni spettano con la separazione?

Di solito, la prole resta con la madre che è il genitore collocatario di riferimento. Nella maggior parte dei casi è così, e restano insieme nella casa familiare per evitare dei traumi per i più piccoli.

Ma è chiaro che anche i padri hanno dei diritti e devono sapere quanti e quali giorni possono vedere i figli. A meno che non ci siano delle restrizioni specifiche, tipo l’affido esclusivo e super esclusivo, c’è sempre bisogno di chiarire questi punti.

Non esiste un termine deciso a priori

Ciò che dobbiamo sapere: non ci sono dei numeri già stabiliti o una quantità fissa di giorni indicati dalla legge che spettano al genitore che non ospita i figli nella propria casa.

Esiste chiaramente un diritto di visita del genitore non collocatario (ecco come viene deciso chi deve essere) che non può essere ignorato e violato se sussistono i presupposti per l’affido condiviso.

Questo per rispettare i principi di bigenitorialità dei figli, che hanno diritto ad avere un rapporto robusto e sano con entrambe le figure genitoriali (articolo 337-ter del Codice Civile) e alla genitorialità del padre o della madre non collocatario esercitando il proprio ruolo di intervenire nelle scelte importanti.

Diritto e dovere di frequentare i figli

Il passaggio chiave della giurisprudenza è proprio questo: il genitore non collocatario, ovvero quello che non ospita la prole nella propria abitazione e quindi non ha un rapporto quotidiano con i figli, ha il diritto ma anche il dovere di frequentarli secondo un calendario.

Chi decide quali e quanti giorni includere nel calendario delle visite? L’obiettivo ultimo è quello di perseguire il bene della prole, quindi in una separazione consensuale saranno la madre e il padre a proporre una soluzione che prevede, ad esempio, week-end alternati, vacanze suddivise, giorni infrasettimanali di visita.

Se questo non è possibile, con la separazione giudiziaria sarà il giudice a proporre una soluzione dopo aver ascoltato le parti.

Quanti giorni spettano al genitore non collocatario?

È vero che non esiste uno standard definito ma, in linea di massima, si tende a preferire uno schema che prevede la frequentazione settimanale divisa in questo modo: un week-end a testa in cui il genitore non collocatario preleva e accompagna il figlio all’abitazione di riferimento trascorrendo il fine settimana insieme, e un giorno infrasettimanale con eventuale pernottamento.

Eventuali limiti a questi equilibri dipendono dall’età dei figli, se hanno meno di 3 anni la tendenza è quella di preferire il genitore collocatario, disponibilità e orari di lavoro dei genitori e residenza in altre province o regioni che possono influenzare gli spostamenti.

I figli in età scolastica e in adolescenza ci sono delle evoluzioni differenti: si estendono i pernottamenti e si tiene conto degli impegni scolastici, sportivi e della volontà del minore che viene ascoltato dal giudice dai 12 anni in su, o anche prima se capace di discernimento (articolo 473 bis del Codice di procedura civile).

Una buona mediazione: la custodia paritaria

La tendenza è quella di gestire l’affidamento secondo la logica della custodia paritaria. Quanti giorni spettano ai genitori in questo caso? Un tempo simile, vicino al 50% se possibile e utile al minore. Ad esempio, si possono alternare le settimane – quindi due a testa nell’arco di un mese – in modo da avere una condizione di equilibrio.

Ovviamente, oltre alle conditio sine qua non già elencate, serve un totale accordo da parte dei genitori e un’assenza di conflittualità. Ed è utile che le abitazioni dei genitori separati siano vicine per non alterare le abitudini scolastiche e sociali del minore.