08/06/2026

Come funziona il diritto di visita ai figli minori?

Uno dei diritti inviolabili è quello della visita ai minori. Anche dopo la separazione, e infine il divorzio, il genitore collocatario (ovvero presso il quale vengono collocati i figli) deve consentire all’ex partner di vedere la prole.

diritto di visita ai figli minori

Ovviamente, questo avviene solo seguendo un calendario ben preciso. E che può essere stabilito anche grazie al contributo del giudice. In ogni caso, solo in circostanze estreme questo diritto decade.

Il punto da sottolineare, però, è che il diritto di visita ai figli minori deve seguire una ratio ben precisa. Non basta essere genitori biologici per sollevare qualsiasi tipo di richiesta in termini di visite ai figli.

Bisogna registrare questo: insieme all’affidamento e alla decisione della casa di riferimento, il diritto di visita ai figli minori è uno degli argomenti che spesso diventano terreno di scontro molto acceso.

Il principio di bigenitorialità è decisivo

L’affidamento condiviso con collocazione prevalente presso uno dei genitori (spesso la madre) è la soluzione privilegiata. E il diritto di visita è un perno decisivo per portare avanti il principio di bigenitorialità, secondo il quale entrambi i genitori – e i rispettivi rami parentali – devono avere un ruolo centrale nella salute, nella crescita, nell’istruzione e nello sviluppo del minore.

L’articolo 337-ter c.c. è la base di partenza per comprendere il diritto di visita dei figli minori perché affronta il tema della bigenitorialità. Questo parametro stabilisce che la prole ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori.

Entrambi, anche se divorziati, hanno la possibilità/necessità di prendersi cura, incidere sull’educazione, valutare l’istruzione e provvedere all’assistenza morale. Tutto questo senza ignorare i rapporti significativi con gli ascendenti (i nonni) e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

Bisogna sempre ricordare, però, la giusta prospettiva: il diritto di visita non è tanto quello relativo al padre o alla madre. Bensì quello del figlio minore che deve poter godere della presenza di entrambi i genitori. Per i quali si prefigura piuttosto un diritto-dovere al quale non si può rinunciare.

Come stabilire i tempi di frequentazione?

La legge non ti aiuta in modo chiaro a fissare un calendario standard. Avrai sicuramente sentito la formula “un fine settimana alternato e due pomeriggi a settimana”: è una consuetudine, non una regola. I tempi e le modalità delle visite ai figli vengono decisi dal giudice se stiamo affrontando una separazione giudiziale particolarmente conflittuale.

Puoi concordare proponendo un piano genitoriale al giudice con indicazioni sui giorni infrasettimanali, fine settimana, alternanza delle vacanze estive e natalizie. Se l’accordo rispetta l’interesse del minore, il giudice lo ratifica⁹.

In ogni caso, la soluzione migliore è sempre quel1la della separazione consensuale con una decisione condivisa e pacifica dei tempi di visita.

Cosa succede se rifiuto il diritto alla visita?

Come anticipato, il tuo non è un semplice diritto ma anche un dovere. Se non accetti di presentarti agli incontri con la prole non esiste una coercizione materiale ma puoi andare incontro a diversi problemi.

Anche perché non rispetti i doveri di educazione, istruzione e assistenza morale previsti dagli articoli 30 della Costituzione e 147 del Codice Civile. Se non osservi il calendario, costringi l’altro genitore a farsi carico del figlio anche nei tuoi giorni dovendo pagare una babysitter o rinunciare al lavoro.

Questo significa pagare delle spese maggiori imposte dal giudice, inoltre potresti dover versare un risarcimento danni psicologici ed endofamiliari da privazione affettiva ai figli (Tribunale di Lecce sez. I, nella sent. n.3024/2019).

Caso opposto: ostacolano il mio diritto di visita

Cosa succede se il genitore non rispetta il diritto di visita dell’ex coniuge e impedisce di vedere i bambini? Quando impedisci gli incontri tra il figlio e l’altro genitore senza un motivo oggettivo – ad esempio il genitore fa uso smodato di alcolici o è violento – stai commettendo un illecito.

Vai contro le disposizioni del giudice. E possono susseguirsi una serie di sanzioni che vanno dall’ammonimento alla sanzione pecuniaria fino alla revisione dell’affidamento e alle ripercussioni penali.