01/03/2018

Sarò sempre tuo padre

I diritti dei papà separati, spesso vengono calpestati in Italia. Molti ignorano i propri diritti e non sanno che possono intraprendere azioni mirate per difenderli, sfruttando tutte le opportunità offerte dalla legge.

Uno scenario dominato dai pregiudizi

Oggi in Italia manca una cultura della separazione e molti padri vanno incontro a situazioni dolorose e grandi difficoltà.

Nel 2006 è stata introdotta la legge sull’affido condiviso, per garantire ai minori di mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori. Nel tempo, tuttavia, si è consolidata una prassi giudiziaria che continua a privilegiare le madri nella cura ed educazione dei figli. Di fatto i figli vengono affidati, quasi sempre, alle madri, avvantaggiate nell’assegnazione della casa familiare.

In più occasioni L’Italia è stata “bacchettata” dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo proprio per questa tendenza. In una recente sentenza (29 gennaio 2013), la Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia per non aver protetto una bambina, da anni privata della figura paterna dalla madre, condannata per calunnia, diffamazione, violazione delle sentenze.
Secondo i giudici europei, i tribunali italiani non sono sempre in grado di garantire i diritti dei padri separati con strumenti adeguati.

Nuove strade per difendere i padri separati

Anche il padre, come la madre, ha diritto di occuparsi del proprio figlio, specie se in tenera età. Lo ha riconosciuto, di recente il Tribunale di Milano che ha ribadito che i figli hanno due genitori e che entrambi hanno uguale dignità (decreto del 14 gennaio 2015, sez. IX civile).
La legge prevede precisi obblighi e sanzioni per il coniuge separato che ostacola o impedisce, nei fatti, all’altro coniuge di esercitare il ruolo di genitore.

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